Palmento Costanzo: il vino che custodisce l’Etna

04

Gen 2026

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Sì, l’Etna è profondamente una terra di contrasti.
È contrasto innanzitutto fisico e visivo: il nero delle sabbie laviche contro la luce intensa del Mediterraneo, il fuoco del vulcano e la freschezza dell’altitudine, la severità della pietra e la vitalità della vegetazione. In pochi chilometri si passa dal mare ai mille metri e oltre, con escursioni termiche marcate e paesaggi che cambiano radicalmente.

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È contrasto geologico e agricolo: suoli giovani, in continua trasformazione, convivono con viti anche centenarie; colate laviche recenti si alternano a terreni antichi, creando una frammentazione estrema che rende ogni parcella unica e irripetibile.

È contrasto anche enologico: vini di tensione e profondità, insieme austeri e luminosi, capaci di coniugare una struttura spesso severa con una sorprendente finezza. Il vulcano impone rigore, ma lascia spazio all’espressione, mai addomesticata.

Infine, è contrasto culturale e umano: un territorio difficile, esigente, che non concede scorciatoie, ma che ripaga chi lo ascolta. Sull’Etna nulla è mai statico, nulla è scontato. È proprio in questa dialettica continua tra opposti che risiede la sua identità più autentica.

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Il palmento e le vigne: memoria che diventa presente
Sulle pendici dell’Etna, dal 2010, un palmento di fine Ottocento è tornato a essere il centro di un progetto che unisce memoria e visione contemporanea. La struttura in pietra lavica, un tempo dedicata alla pigiatura e alla raccolta del mosto, è stata restaurata con cura, mantenendo intatti gli elementi originari e integrandoli con una cantina moderna e funzionale.

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Palmento Costanzo si trova in contrada Santo Spirito ed è un archivio di colate sovrapposte: lava compatta, sabbie scure, scaglie leggere che si sgretolano sotto i piedi. Ogni passo attraversa un’epoca diversa del vulcano. Le colate più recenti, come quella del 1879, affiorano ancora integre; quelle più antiche si sono trasformate in strati fertili e profondi, creando un mosaico complesso che racconta secoli di attività.

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La geologia dialoga con la vegetazione, con le correnti che risalgono dal mare, con le escursioni termiche che scandiscono le stagioni. Attorno, vigne ad alberello, alcune prefillossera, custodiscono un patrimonio agricolo raro. L’agricoltura è biologica, il lavoro è manuale, ogni intervento è calibrato per preservare biodiversità e identità.

In cantina, la vinificazione per gravità e l’uso di materiali essenziali riflettono una filosofia sobria, coerente, rispettosa. I vini raccontano la mineralità dei suoli vulcanici, la freschezza delle altitudini, la complessità delle contrade. Ogni etichetta è una lettura diversa del territorio.

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Un convivio di effervescenza, annate e contrade 

Metodo Classico Brut
Il Metodo Classico Brut, da uve Nerello Mascalese, si presenta elegante, con un’effervescenza sottile e vellutata. La sua energia è luminosa, attraversata da note agrumate e floreali che scorrono con naturalezza, sostenute da una freschezza minerale che ne definisce il carattere.

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Metodo Classico Brut Magnum
Quando lo stesso vino prende forma in Magnum, questa identità non solo si conserva, ma si amplia. Il tempo più lungo trascorso sui lieviti gli regala una profondità diversa: la scorza di limone candita, la mandorla fresca, una struttura più ampia e che avvolge. La mineralità vulcanica affiora con discrezione, come un’eco salina che prolunga la sensazione finale e invita a un altro sorso.

Il Metodo Classico Palmento Costanzo nasce proprio da questo desiderio: portare il Nerello Mascalese verso una forma più alta ed essenziale, trasformarlo in uno spumante di grande finezza che guarda ai modelli più autorevoli senza mai perdere la sua anima vulcanica.

Contrada Cavaliere 2021, Etna DOC Bianco, Magnum
Proseguiamo con il Contrada Cavaliere 2021, che porta con sé la freschezza delle altitudini. Emergono richiami di erbe mediterranee, mela e pietra focaia. Il vino scorre verticale e nitido, con un’eleganza che si manifesta nella sua linearità e precisione.

Contrada Santo Spirito 2017, Etna DOC Rosso, Magnum
Il Contrada Santo Spirito 2017, introduce una dimensione più profonda. I toni si ampliano verso una frutta più matura e spezie leggere, intrecciati a una tessitura ricca che riflette la complessità dei suoli della contrada. Tutto si muove in equilibrio, con una stratificazione che si apre gradualmente, rivelando nuove sfumature.

Contrada Santo Spirito 2016, Etna DOC Rosso 
A concludere questo momento conviviale è il Contrada Santo Spirito 2016. Qui ogni elemento trova una naturale armonia: frutta rossa sottile, erbe officinali, cenere vulcanica, un accenno balsamico. La struttura accompagna con discrezione, la freschezza sostiene, la mineralità definisce. Il risultato è un insieme disteso e fluido, in cui ogni componente trova il proprio posto.

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Tra i filari, ogni pietra custodisce la memoria del vulcano, che continua a trasformare senza cancellare.

Tiziana Mirabella

🔗 Scopri di più su Palmento Costanzo e i suoi vini:
🌐www.palmentocostanzo.com

Tags: PalmentoCostanzo, VersanteNord, EtnaDoc, Prefillossera